Giardino sensoriale

Pubblicato da Staff cooperativa il 21/02/2017

I giardini sensoriali  sono dei percorsi dove i bambini possono avvicinarsi alla natura e esplorare i diversi elementi scoprendo forme, colori e consistenze dei doni della natura.

Possiamo realizzare giardini sensoriali e sentieri sensoriali per bambini a casa nostra, nel nostro giardino oppure nel cortile di un asilo, di una scuola, di una ludoteca o di un’altra struttura dedicata ai bambini. Leggi tutto...

La rabbia dei Pediatri Italiani: “Basta cellulari e tablet ai bambini, i danni sono devastanti”.

Pubblicato da Staff cooperativa il 20/02/2017

L’utilizzo dei cellulari si sta modificando da uso ad abuso e gli effetti dannosi per la salute sono sempre più lampanti, specie per i bambini. Ecco perché.

L’utilizzo dei cellulari, come spiegano i pediatri della Società Italiana i Pediatria Preventiva e Sociale, si sta modificando da uso ad abuso e gli effetti dannosi per la salute sono sempre più lampanti: mancanza di concentrazione, difficoltà di apprendimento e aggressività. Ma non solo. L’allarme riguarda anche le onde magnetiche emanate dai telefonini: “L’Italia è al primo posto in Europa per numero di cellulari in utilizzo e l’età media dei possessori diminuisce sempre di più – spiega Maria Grazia Sapia, pediatra – Stiamo passando da un uso ad un abuso. Non dimentichiamo che cellulare, o smartphone che dir si voglia, è sinonimo di piccolo ricetrasmittente che viene normalmente tenuto vicino alla testa, durante le chiamate o mentre si sta giocando o comunicando.

Gli effetti dannosi per la salute sono sempre più evidenti, alcuni in relazione agli effetti termici: il sistema naturale del nostro organismo, a causa dell’interazione del campo elettromagnetico con il nostro corpo, si attiva per via dell’aumento della temperatura generata dall’interazione stessa, localizzata dunque se parliamo di cellulari

Quando queste esposizioni sono prolungate ed intense possono comportare la morte delle cellule con necrosi dei tessuti, in quanto superano il meccanismo di termoregolazione. Inoltre è ormai appurato che, di fianco alle varie dipendenze che affliggono la nostra società senza escludere i più giovani, una collocazione predominante l’ha conquistata la “dipendenza da telefonino”, con danni serissimi sullo sviluppo sociale e psichico”.

“Per ora – continua Giuseppe Di Mauro, presidente dell’SIPPS – non abbiamo prova di tutte le conseguenze collegate all’uso dei cellulari, ma siamo certi che da un uso eccessivo potrebbero aver origine perdita di concentrazione o memoria, oltre ad una minore capacità di apprendimento, a disturbi del sonno e un aumento dell’aggressività.

Inoltre ritengo che ai bambini non debba essere data la possibilità di usare il cellulare o, se proprio non possono evitare per qualsiasi motivo di dare ai propri figli questo dispositivo, spero che venga utilizzato per pochissimo tempo e non per ore intere chattando o mandandosi sms: sono migliaia gli adolescenti che, pur stando nello stesso posto, non si parlano e continuano a tenere la testa bassa sullo schermo del proprio telefonino.

Se non mettiamo un freno, o se non ci dedichiamo ad una vera e propria educazione al corretto utilizzo del dispositivo (perché di reali vantaggi, se usato correttamente, ne ha ndr), rischieremo un’invasione da cellulare che comporterà ad una vero e proprio isolamento”.

Fonte: Scuola.store

Disclaimer: Questo articolo non e' destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento.

 

 

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La psicoterapia cognitivo comportamentale. Cos'è?

Pubblicato da Staff cooperativa il 17/02/2017

 

Cos'è
La psicoterapia cognitiva è una forma di terapia psicologica che si basa sul presupposto che vi è una stretta relazione tra pensieri, emozioni e comportamenti e che i problemi emotivi sono influenzati da ciò che pensiamo e facciamo nel presente.
La ricerca scientifica, infatti, ha dimostrato che le nostre reazioni emotive e comportamentali sono determinate dal modo in cui interpretiamo le varie situazioni, quindi dal significato che diamo agli eventi.
Non è la situazione in sé a determinare direttamente ciò che le persone provano, ma è piuttosto il modo in cui la interpretano. All’origine dei disturbi vi è, dunque, un modo distorto di pensare, che influenza negativamente l’umore e il comportamento. La TCC aiuta le persone a identificare i propri pensieri disfunzionali, ad esempio quelli angoscianti, e a valutare quanto siano realistici. Infatti, una valutazione realistica delle situazioni e il cambiamento del modo di pensare producono un corrispondente miglioramento dell’umore e del comportamento.

Cosa distingue la terapia cognitiva dalle altre forme di psicoterapia?
E' stato dimostrato attraverso studi controllati che i metodi cognitivo – comportamentali sono efficaci nel trattamento della maggior parte dei disturbi psicologici. Se paragonata agli psicofarmaci, inoltre, la terapia cognitiva risulta essere più utile nella prevenzione delle ricadute.
Dopo la prima fase di valutazione diagnostica, terapeuta e paziente stabiliscono insieme quali sono gli obiettivi della terapia ed il piano terapeutico da adottare. Generalmente il terapeuta cognitivista interviene dapprima sui sintomi che, al momento, generano maggiore sofferenza poi sugli altri aspetti del disturbo.
Lo scopo della terapia si basa sulla risoluzione dei problemi psicologici concreti e l’attenzione del terapeuta è rivolta soprattutto al qui ed ora. In modo particolare il terapeuta pone la sua attenzione su ciò che nel presente contribuisce a mantenere la sofferenza, pur considerando gli eventi passati e le esperienze infantili come utili fonti d’informazione circa l’origine e l’evoluzione dei sintomi.
Paziente e terapeuta lavorano insieme per capire e sviluppare strategie che possano indirizzare il soggetto alla risoluzione dei propri problemi. La TCC è, infatti, una psicoterapia sostanzialmente basata sulla collaborazione tra paziente e terapeuta. Entrambi sono attivamente coinvolti nell’identificazione e nella messa in discussione delle specifiche modalità di pensiero che possono essere causa dei problemi emotivi e comportamentali che attanagliano il paziente.
La TCC è a breve termine, ogniqualvolta sia possibile. La durata della terapia varia di solito dai quattro ai dodici mesi, a seconda del caso, con cadenza il più delle volte settimanale. Problemi psicologici più gravi, che richiedano un periodo di cura più prolungato, traggono comunque vantaggio dall’uso integrato della terapia cognitiva, degli psicofarmaci e di altre forme di trattamento.
Il terapeuta istruisce il paziente sulla natura del suo disturbo, sul processo della terapia e sulle tecniche cognitive e comportamentali. Il paziente, quindi, viene allenato a prendere consapevolezza del proprio funzionamento mentale e ad utilizzare le tecniche per gestire la propria sofferenza.
L’acquisizione delle abilità di gestione delle emozioni dolorose permette al soggetto di beneficiare del trattamento anche dopo la conclusione della terapia.

Per quali disturbi è indicata la Terapia Cognitivo Comportamentale?
Numerosi studi hanno dimostrato che la TCC è efficace nel trattamento di una vasta gamma di disturbi psicologici: la depressione, l’ansia, gli attacchi di panico, il disturbo ossessivo – compulsivo, le fobie, i disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, obesità psicogena), le forme di stress post-traumatico (trauma emotivo e fisico/sessuale), i disturbi del sonno, i disturbi da dipendenza da alcool, droghe, affettiva, sessuale e da internet, le disfunzioni sessuali, i problemi di coppia, i disturbi di personalità e, combinata alla somministrazione appropriata di farmaci, il disturbo bipolare e la schizofrenia.

Come funziona?
Le prime sedute vengono dedicate alla conoscenza dei problemi del paziente e alla costruzione della relazione terapeutica. La fase di anamnesi viene condotta utilizzando, oltre al colloquio clinico test psicodiagnostici, ossia strumenti specifici per rilevare gli aspetti caratterizzanti dell'individuo a livello psicologico e individuare tempestivamente sia le risorse che le problematiche più profonde e sommerse del soggetto. 
Queste prove sono preparatorie ad una psicoterapia per predisporne gli obiettivi e gli aspetti principali su cui lavorare. Si delineerà un progetto terapeutico, con strategie e obiettivi concreti, utili e raggiungibili, connessi con i problemi esplicitati dal cliente e coerenti con le sue aspettative. Si procederà, poi, all’intervento terapeutico vero e proprio, in un clima di fiducia e di orientamento positivo al cambiamento. Verso la fine della terapia, quando il cliente si sentirà meglio, la frequenza delle sedute potrà essere diradata nel tempo fino alla conclusione. Potranno poi seguire delle sedute di richiamo (follow-up) a tre, sei e dodici mesi dalla conclusione della terapia. Poiché il soggetto sarà una parte attiva ed è il protagonista del proprio percorso terapeutico una parte fondamentale è rivestita dai compiti a casa o homework. Attraverso di essi il terapeuta cerca di estendere le opportunità di regolazione cognitiva, emotiva e comportamentale a tutta la settimana.

Quali sono le tecniche utilizzate?
Gli interventi di TCC si basano sull’uso di numerose tecniche finalizzate a modificare comportamenti, emozioni e cognizioni non funzionali. Esse derivano dall’integrazione del modello cognitivo con il paradigma comportamentale e includono: il problem-solving, il decision-making, gli esperimenti comportamentali, il monitoraggio e la programmazione delle attività, la distrazione e la rifocalizzazione, le tecniche di rilassamento, l’esposizione graduale enterocettiva e in vivo (ad esempio, per il disturbo di attacchi di panico) e l’esposizione con prevenzione della risposta (per il disturbo ossessivo-compulsivo), il role-playing, il training assertivo, e molte altre ancora. Appartenenti al paradigma cognitivo sono la ristrutturazione cognitiva, le coping card, la tecnica della freccia discendente, l’analisi dei vantaggi e svantaggi, il continuum cognitivo, l’agire “come se”, il dialogo socratico, ecc. La TCC prevede, inoltre, dei protocolli e delle linee guida specifiche mirate al trattamento dei singoli disturbi psicologici.

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Servizio di Assistenza Domiciliare

Pubblicato da Staff cooperativa il 16/02/2017

 

Il Servizio di Assistenza domiciliare (SAD) per persone anziane e con disabilità è un servizio di aiuto e supporto a carattere professionale realizzato presso il domicilio delle persone utenti. Tutte le attività hanno lo scopo di supportare individui e famiglie in condizioni di solitudine o isolamento sociale o in momenti particolarmente critici della loro vita, per ridurre i rischi dell’isolamento e della perdita di autonomia.

Le prestazioni sono di carattere socio-assistenziale e socio-sanitarie e ricreative finalizzate a:

  • mantenere le persone affette da handicap nella propria abitazione, nel loro nucleo familiare e ambiente sociale di appartenenza;
  • elevare la qualità della vita e ad evitare il fenomeno dell’isolamento e dell’emarginazione sociale;
  • favorire la socializzazione, l’informazione e la partecipazione a iniziative e attività culturali e ricreative;
  • sviluppare e potenziare le capacità psico/fisiche dei soggetti portatori di handicap attraverso attività finalizzate all’autonomia;
  •  garantire alla persona portatrice di disabilità ed alla sua famiglia adeguato sostegno psicologico e psico-pedagogico, attraverso interventi personalizzati.

Il servizio di assistenza domiciliare per persone anziane e con disabilità prevede l’erogazione di interventi di cura alla persona attraverso:

·  la presa in carico totale dei bisogni delle persone allettate o comunque incapaci di provvedere adeguatamente a sé (tenendo conto delle risorse della rete affettiva relazionale e sociale, secondo quanto a tal fine indicato dal piano di intervento);

· un’attività di sostegno/affiancamento alla persona con difficoltà parziali, affinché mantenga/acquisisca/recuperi la capacità di cura della propria igiene personale.

 

Gli interventi dell’Operatore Socio Assistenziale (OSA) e Socio Sanitario (OSS) vengono inseriti in un programma individualizzato e specifico.

In particolare gli interventi si articolano nelle seguenti aree:

  • aiuto domestico, comprende tutte quelle attività finalizzate al governo ed all’igiene della casa;
  • cura delle condizioni igieniche dell’alloggio con particolare riferimento agli ambienti destinati a funzioni primarie (camera, cucina, bagno);
  • lavori domestici usuali (lavare i piatti, spolverare);
  • riordino del letto e della stanza dell’utente;
  • pulizia dei servizi e dei vani dell’alloggio ad uso dell’utente e dallo stesso utilizzati, curando l’areazione e l’illuminazione dell’ambiente;
  • cambio della biancheria;
  • spesa e rifornimenti utilizzando i mezzi messi a disposizione dell’utente o pagando l’eventuale costo della benzina, e concordando le uscite anticipatamente con l’operatore;
  • preparazione dei pasti ed eventuale pulizia delle stoviglie;
  • attivazione di risorse per i problemi riguardanti la manutenzione dell’alloggio;

Igiene e cura della persona svolte dall’operatore, consistono nell’aiuto fisico per il conseguimento degli atti elementari della vita:

  • aiuto nell’attività della persona rivolta a se stessa;
  • alzarsi dal letto;
  • pulizia personale;
  • bagno;
  • vestizione;
  • mobilitazione, se costretta a letto;
  • preparazione di un pasto caldo a domicilio e relativo imboccamento, per i disabili che siano totalmente privi di supporto familiare;
  • indicazione sulle corrette norme igieniche;
  • aiuto volto alla tutela igienico-sanitaria;
  • rilevamento della temperatura;
  • assistenza per la corretta somministrazione delle prescrizioni farmacologiche;
  • opportuna segnalazione di sintomi e malattie agli operatori sanitari;
  • aiuto al mantenimento di abilità;
  • segnalazione agli operatori sanitari e sociali di anormalità evidenziate nel corso delle attività e dei problemi che comportino interventi immediati o specifici.

Aiuti atti a favorire e/o mantenere l’autosufficienza nell’attività giornaliera:

  • alzare l’utente da letto;
  • curare, sollecitare e controllare l’igiene della persona (aiuto per il bagno e pulizie personali);
  • vestizione;
  • aiuto nell’assunzione dei pasti e dei farmaci;

Supporto alla vita e alla rete di relazione nonché agli interventi di tipo sociale:

  • accompagnamento e spostamenti sul territorio per le commissioni quotidiane (spesa, medico, terapie ecc.) utilizzando i mezzi messi a disposizione dell’utente o pagando l’eventuale costo della benzina e concordando le uscite anticipatamente con l’operatore.

Dalle prestazioni sono da escludersi:

  • lavori di pulizia e riordino di locali non abitati dall’utente;
  • qualsiasi intervento sia diretto che indiretto a favore di familiari dell’utente;
  • lavori di pulizia e riordino di soffitte, cantine, spazi quali scale, pianerottoli in uso comune con altri inquilini;
  • qualsiasi tipo di intervento di pulizia e riordino di locali all’interno dell’alloggio dell’utente, dati in affitto anche temporaneo;

·   lavori di pulizia e riordino di cortili e/o giardini anche se di uso esclusivo    dell’utente.

 

 

Criteri di accesso alle prestazioni

Gli utenti di età compresa superiore ai 64 anni possono accedere al servizio liberamente facendone richiesta ai Servizi Sociali Territoriali

Procedura per la presa in carico

I referenti dei servizi sociali territoriali comunicano ai Coordinatori del servizio l'elenco degli utenti ammessi.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2016/12/criticismo-genitoriale/


Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2016/12/criticismo-genitoriale/

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“Mi Coltivo”

Pubblicato da Staff cooperativa il 09/02/2017

Premessa/ Obiettivi

Obiettivo generale del progetto è favorire la promozione del benessere psico-sociale di persone che hanno vissuto e/o vivono particolari condizioni di disagio personale, familiare e/o sociale. Esso intende proporsi come progetto pilota in cui la terra, la coltivazione dei prodotti della terra, il contatto con la natura  divengono strumenti di un’azione educativa e lavorativa insieme con una forte valenza ergo-terapica. L’Orto Sociale, inteso come Laboratorio di incontro e confronto di vite ed esperienze diverse che ha il compito di trasformare le fragilità in risorsa. In tale ottica, l’Orto Sociale diviene uno strumento in grado di offrire opportunità differenziate in cui sperimentare la formazione al lavoro, il graduale reinserimento sociale e lavorativo, lo scambio di esperienze di vita.

Esso nasce dall’esigenza di offrire percorsi individualizzati a persone che con fragilità e problematiche diverse usufruiscono dei servizi Territoriali di Cittadinanza denominati House sociale gestiti dalla Cooperativa La Città della Luna. Tali Servizi sono attivi da alcuni anni sul territorio di Cava de’ Tirreni ed affidati con regolare Determina dal Comune inviante alla scrivente Cooperativa. Il Servizio territoriale di Cittadinanza consiste nella presa in carico di un nucleo familiare che ha manifestato una grave condizione di disagio (perdita della casa, povertà, disoccupazione di entrambi i genitori, genitore detenuto e/o ex detenuto) e nel suo graduale accompagnamento verso una condizione di autonomia sia economica sia sociale in un tempo dato, generalmente massimo due anni.

L’Orto Sociale diviene una delle azioni trasversali al Servizio Territoriale di cittadinanza ed uno strumento fortemente ri-abilitativo delle capacità e delle risorse personali. Partendo da una condizione di estrema fragilità individuale ed emarginazione sociale si avrebbe la possibilità di sperimentare sin da subito una condizione di “tregua” dalle proprie difficoltà per vivere un’esperienza  formativa  sia sul piano umano sia professionale.

 

 

Destinatari

Destinatari diretti del progetto  sono, in particolare, persone che esprimono disagi psico-sociali diversi come ex detenuti, ex-alcol-tossicodipendenti, persone in gravi condizioni di indigenza, disabilità mentale lieve o disabilità fisica, particolari situazioni di emarginazione,  inseriti nei  Servizi territoriali di Cittadinanza denominati House Sociale.

Destinatari indiretti dell’intervento divengono le famiglie delle persone coinvolte

 

Obiettivi specifici

La realizzazione dell’Orto sociale intende perseguire i seguenti obiettivi specifici:

· favorire la costituzione di uno spazio vitale in cui sentirsi a proprio agio,conversare, passeggiare, fare giardinaggio, piantare, seminare, sporcarsi, divertirsi, aiutarsi, ascoltare e  favorire l’inclusione sociale

·       sensibilizzare ed educare a uno stile di vita sano

·       migliorare la qualità della vita

·       aumentare il livello di auto-stima

·       valorizzare risorse e capacità individuali

·       orientare al lavoro attraverso il rispetto delle regole e del fare insieme

·       aumentare le competenze professionali

·       impiego/formazione in ambiente protetto

·       migliorare/mantenere le autonomie personali

·       valorizzare alcune aree verdi del territorio

 

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Metodologia di intervento

L'apprendimento di nuove abilità e competenze sia pratiche  sia teoriche rappresenta un supporto notevole per favorire i processi di autonomia e aumento graduale del livello di autostima dei beneficiari destinatari del progetto.

In tale ottica l’utilizzo dell’Orto-terapia diviene un valido strumento per favorire i perseguimento di detti obiettivi.

L’Orto-terapia o Terapia Orti-colturale è un metodo riabilitativo del disagio e della disabilità che appartiene all’ambito delle “terapie occupazionali”, definite anche ergo-terapiche.

Tale metodo consiste nell’incentivare, nel preparare e nell'affiancare il soggetto nella cura e nella gestione del verde, nella coltivazione di fiori, ortaggi ed altre piante. Prendersi cura di organismi vivi, possibilmente in gruppo, stimola il senso di responsabilità e la socializzazione. A livello fisico, sollecita l’attività motoria, migliora il tono generale dell’organismo e dell’umore, attenua stress e ansia.

Finalità dell’Orto-terapia sono l’acquisizione di abilità, autonomia e competenze,  stimolazione allo sviluppo delle capacità di interazione e partecipazione, il recupero e la valorizzazione delle capacità individuali. Ogni progetto “riabilitativo” nasce dall’esigenza di favorire l’autonomia personale, a rafforzarne l’autostima, a riconquistare un ruolo attivo nella vita e favorirne l’inclusione sociale.

Attraverso il contatto con la terra, si sperimenta un modo unico e semplice di mantenersi in forma, di tornare a prendere confidenza con se stessi, di rimettersi in gioco e di raggiungere risultati che apportano positività e benessere. Far crescere una coltura favorisce il senso di orgoglio e soddisfazione, contribuisce a sviluppare senso di responsabilità, stimola capacità cognitive e muscolari. Abbellire un giardino, aiuta a sollecitare creatività ed immaginazione, rafforzando così fiducia e autostima e potenziando i rapporti con gli altri.

 

Ubicazione dell’Orto Sociale

L'orto sorge in una piccola area coltivabile sita in Località Passiano Cava de Tirreni  in comodato d’uso ventennale dalla Cooperativa e il proprietario del terreno . La manutenzione è affidata ai soggetti indicati con la supervisione  sul campo dei volontari e operatori/educatori sociali.

Equipe di lavoro

n. 1 Responsabile di progetto

n.1 Esperto botanico

n.1 Educatori

Volontari

 

L’equipe di lavoro avrà il compito, ciascuno per le proprie competenze e professionalità di accompagnare i beneficiari diretti del progetto nella cura, gestione e manutenzione dell’Orto Sociale. Essa avrà, inoltre, la responsabilità di pianificare le attività dell’orto: studio, ubicazione, superficie da coltivare, scelta delle piante e delle attrezzature da utilizzare. L’equipe si riunirà periodicamente, a cadenza mensile, per monitorare le attività di coltivazione e manutenzione. L’equipe si riunirà periodicamente a cadenza mensile per verificare sia gli aspetti tecnici circa le attività  di coltivazione e manutenzione sia  gli aspetti sul piano educativo/riabilitativo dei destinatari finali.

Gli operatori, educatori e volontari contribuiranno alla predisposizione delle attrezzature e dei materiali necessari e all’affiancamento costante dei beneficiari del progetto sul campo. Essi saranno, inoltre, coinvolti nella fase di pubblicizzazione dell’iniziativa attraverso incontri con gli studenti nelle scuole, in cui veicolare l’importanza dei prodotti a km 0 e il sostegno alla tutela dell’ambiente. Infine saranno coinvolti in momenti di promozione del territorio cavese con particolare riferimento alla diffusione dei prodotti tipici locali salernitani che hanno origine sul territorio di Cava de’ Tirreni (patate, broccoli, pomodori).

 

 

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